ESCURSIONE NEL MONTIFERRU

In questa zona ci arriviamo direttamente con lo shuttle e dopo aver visitato la cascata di Sos molinos si procede per il percorso da noi prescelto all’interno della catena montuosa del Montiferru per poi proseguire verso il Sinis lungo una piacevole discesa con incantevole veduta di tutta la costa per poi terminare l’escursione a Santa Caterina.

Una breve descrizione di quest’area.

Della presenza umana fin dai tempi più antichi restano numerose tracce, dagli splendidi nuraghes alle tombe dei giganti, alle domus de janas; dell’epoca punica e romana, con i resti di città e terme; del periodo medioevale, con le chiese romaniche e i castelli, fino ai segni di quella che forse è stata una delle caratteristiche peculiari del Montiferru: la civiltà agro-industriale, che sfruttando l’energia dei corsi d’acqua portò alla costruzione di mulini e gualchiere.

Il Montiferru è caratterizzato da un’inconsueta varietà di specie, distribuite in diversi ambienti vegetali, frequentemente compenetrati tra loro e legati alle diverse quote. Si passa dalla vegetazione costiera alla macchia mediterranea, non tralasciando gli oliveti e i frutteti, per finire con le leccete e i pini di recente rimboschimento.

La lecceta domina la fascia di territorio oltre i 400 metri s.l.m. e fino ai 900 circa, al leccio si accompagnano in misura minore la quercia, la roverella, il lentischio, il corbezzolo, il pero selvatico, il tasso e l’agrifoglio. La lecceta è spesso resa quasi inaccessibile dalle specie lianose, quali rovi, clematide, caprifoglio, salsapariglia, edera e tamaro, mentre le rocce sono a volte punteggiate da licheni e oltre una certa quota, perennemente ricoperte dal muschio.

Per quanto riguarda il sottobosco si evidenziano specie quali ciclamino, alloro, polipodio, finocchio selvatico, biancospino, peonia, digitale, lillatro, belladonna, pungitopo e rare Orchidee selvatiche.

Nelle zone sommitali, a causa principalmente dello sferzante vento di Maestrale, resistono solo erbe basse quali borracina, capelvenere, elicriso, gariga e timo.

Scendendo verso il mare mirto, ginestra, rosmarino, gigaro, asfodelo, cisto, euforbia, siepi di fico d’India, erica, tamerici olivastri, oliveti, mentre i vigneti sono comuni nei terreni più vicini alla costa; impiantati dall’uomo sono anche il castagno, l’acero, il fico e la quercia da sughero.

Per quello che riguarda la fauna : cinghiale, volpe, lepre sarda, coniglio selvatico, riccio, donnola, martora, gatto selvatico, muflone, cervo sardo e il grifone.

Volatili: l’avvoltoio, cornacchia, poiana, gheppio, falco pellegrino, upupa, ghiandaia, tordo, pettirosso, allodola, cuculo, corvo, venturone, barbagianni, civetta e l’assiolo.

Lungo il percorso è possibile avvistare qualche rettile.

 

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